ESAURITO

La Pevera Rosso 2021

Codice prodotto: 01555

29€ 20 sweezy


FORMATO

0,75 lt.

DENOMINAZIONE

 Toscana IGT.

Riconoscimenti

James Suckling : 93/100

Wine Enthusiat: 93/100 

 

Esaurito

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Descrizione

Note di degustazione: colore rubino scuro con riflesso granato. Naso molto elegante dal carattere esuberante, sentori di more mature e fichi, mirtilli e bacche di sambuco dolci in sottofondo. Vaniglia, lieve nota di pan di zenzero, cioccolato fondente e quercia sottile. Ben strutturato al palato, con tannini maturi ma decisi e una buona acidità che dona freschezza. Il finale, elegante ma persistente, prolunga nel retrogusto lievi accenni di cioccolato fondente e spezie delicate.

Scheda

Informazioni tecniche
  • 2021
  • Geografico
  • Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Syrah
  • Vino Rosso Fermo (Toscana IGT)
  • 0,75 lt
  • 13.5% vol
  • Toscana
Note di degustazione
  • Rosso rubino intenso
  • Spezie scure, sottobosco e ciliegia marasca
  • Equilibrato, con un finale lungo e speziato
Abbinamenti e temperature
  • Bistecca alla fiorentina, Formaggi stagionati, Primi saporiti. Servire a 18°C

La Cantina

Tenute Piccini.

Da oltre 140 anni, la famiglia Piccini rappresenta una delle più solide realtà del palcoscenico vinicolo italiano, nel segno della massima espressione territoriale. L’azienda, capitanata da Mario Piccini, ha sempre fatto dell’ambizione la propria bussola e della famiglia la propria identità.

Nel 1882, il giovane Angiolo Piccini decide di rompere col suo passato e di inseguire il suo sogno: fondare una casa vinicola. Inizia così, a Poggibonsi, tra le colline del Chianti, un’avventura lunga cinque generazioni. Nel giro di pochi anni, la giovane vinicola inizia a raccogliere i primi successi, grazie soprattutto alla vena intraprendente di Angiolo. Nel frattempo, anche questo angolo di Toscana conosce un fermento e uno sviluppo mai visti prima. Un mondo intero ruota attorno al vino, plasmando il profilo sociale ed economico dei borghi del Chianti.

Ormai all’apice del suo successo, nel 1925 Angiolo lascia l’azienda al figlio Mario: Piccini diviene un affare di famiglia.